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Rifugiati della Chiesa di Dio Onnipotente. Una nuova dichiarazione depositata alle Nazioni Unite

by | Aug 28, 2026 | Documents and Translations, Italian

Il documento descrive come la persecuzione continui anche dopo che i credenti sono riusciti a lasciare la Cina. 

by Massimo Introvigne

Rifugiati della Chiesa di Dio Onnipotente in Italia.
Rifugiati della Chiesa di Dio Onnipotente in Italia.

Una dichiarazione scritta, depositata il 10 agosto dalla Coordination des Associations et des Particuliers pour la Liberté de Conscience (CAP LC), un’ONG accreditata presso l’ECOSOC, è stata distribuita al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra. Il documento evidenzia la situazione dei rifugiati appartenenti alla Chiesa di Dio Onnipotente (CDO). Questo nuovo movimento religioso cristiano ha subito una severa repressione in Cina per decenni.

CAP LC riferisce di aver monitorato questa persecuzione per dieci anni ed esaminato centinaia di casi. Afferma che i credenti cinesi “identificati come membri della CDO sono condannati a pesanti pene detentive” e che la Cina controlla “sia legalmente sia illegalmente le domande di asilo presentate all’estero dai suoi cittadini e le attività ad esse collegate.” La dichiarazione afferma che chiedere asilo per persecuzione religiosa è trattato come un crimine e una forma di tradimento, poiché si sostiene che “diffami” l’immagine della Cina. Nota anche che i richiedenti asilo rimpatriati sono stati condannati per le loro attività religiose e per aver presentato domanda di asilo o per aver criticato la Cina all’estero, con pene aggravate e il rischio di essere accusati di alto tradimento. Questo crimine può comportare la pena di morte.

La dichiarazione ricorda che la tortura resta una seria preoccupazione. CAP LC cita la decisione del Comitato delle Nazioni Unite contro la Tortura del 27 luglio 2021, che ha stabilito che i credenti della CDO deportati in Cina affrontano un rischio concreto di tortura o di trattamento inumano. Questo rischio persiste anche quando gli individui hanno vissuto all’estero per anni, poiché le autorità cinesi continuano a identificare e monitorare i membri della CDO residenti all’estero.

CAP LC richiama l’attenzione del Consiglio su due siti web, Anti Almighty God Alliance e Da Ai Wang, che pubblicano fotografie e informazioni personali di rifugiati della CDO in diversi Paesi, tra cui l’Italia, e persino di rifugiati non membri della CDO. CAP LC afferma di essere persuasa che questi siti siano collegati alle strutture di intelligence e di propaganda cinesi. Basa questa conclusione sull’analisi stilistica, sugli schemi verbali identici a quelli utilizzati dalle fonti statali cinesi e sul fatto che i siti hanno accesso a informazioni sulle domande di asilo che soggetti privati non statali non possono ottenere. La dichiarazione osserva che Da Ai Wang ha pubblicato dati personali relativi a un numero limitato di richiedenti asilo. Tuttavia, le informazioni divulgate sono altamente sensibili e possono essere state ottenute esclusivamente tramite canali non ufficiali o mezzi illeciti. CAP LC afferma che la presenza di dati personali e immagini su queste piattaforme dimostra che l’identificazione dei richiedenti asilo da parte delle autorità cinesi è già avvenuta e che lo Stato cinese è pienamente consapevole che questi individui hanno commesso, ai sensi del diritto penale cinese, il “crimine” definito dall’Articolo 300 del Codice Penale, vale a dire “utilizzare” un’organizzazione religiosa proibita classificata come “xie jiao.”

Il sito di Da Ai Wang promuove una manifestazione contro i rifugiati CDO in Corea del Sud, istigata da agenti della sicurezza cinese.
Il sito di Da Ai Wang promuove una manifestazione contro i rifugiati CDO in Corea del Sud, istigata da agenti della sicurezza cinese.

La dichiarazione affronta un argomento talvolta utilizzato per negare l’asilo, secondo cui i sistemi di riconoscimento facciale negli aeroporti cinesi renderebbero impossibile per individui realmente perseguitati e sotto sorveglianza lasciare la Cina. CAP LC spiega che questa teoria rappresenta in modo errato i controlli di frontiera cinesi come se fossero infallibili. Riporta che i sistemi di sorveglianza della Cina sono stati introdotti gradualmente e non includono ancora informazioni complete o in tempo reale su tutti gli individui condannati o sospettati di dissenso. Esistono banche dati a livello cittadino, di contea, provinciale e nazionale, e le informazioni non circolano automaticamente né immediatamente tra questi livelli. Molti credenti della CDO sono inizialmente ricercati solo dalla polizia locale e riescono a evitare l’arresto trasferendosi in altre regioni. Solo più tardi, una volta nuovamente identificati, il caso confluisce in un’indagine interregionale o interprovinciale.

Dai casi di asilo esaminati da CAP LC emerge che numerosi richiedenti erano già stati identificati o indagati dalle autorità locali di pubblica sicurezza prima della partenza. Tuttavia, le loro informazioni non erano state inserite nei sistemi nazionali di controllo delle uscite. Per ottenere un passaporto e lasciare la Cina, molti hanno fatto affidamento su conoscenze personali e hanno pagato tangenti per far cancellare o occultare informazioni relative alla loro affiliazione religiosa o alle restrizioni all’espatrio. Alcuni richiedenti asilo che erano stati precedentemente arrestati o detenuti hanno riferito di essere riusciti a lasciare la Cina solo dopo aver fatto rimuovere tali registrazioni tramite canali “informali” e con l’aiuto di agenti di polizia corrotti.

CAP LC osserva che le fonti specializzate concordano sul fatto che la corruzione in Cina sia diffusa e massiccia. Milioni di funzionari accettano tangenti e esiste un mercato fiorente per l’alterazione dei registri di polizia e per i passaporti falsi. Questo spiega perché dissidenti, imprenditori corrotti e figure della criminalità organizzata lasciano regolarmente la Cina con documenti apparentemente regolari. CAP LC riferisce che i servizi di intelligence europei hanno confermato che i controlli di frontiera cinesi possono essere aggirati e che lo sono regolarmente da parte di figure della criminalità organizzata cinese, che raggiungono l’Europa senza essere intercettate negli aeroporti. Questo conferma che gli individui che la polizia dovrebbe intercettare possono comunque lasciare la Cina.

Scarica il testo completo della dichiarazione in formato PDF.

La dichiarazione registra anche che, dal 2015, le autorità cinesi hanno continuato a identificare e monitorare i membri della CDO residenti all’estero, raccogliendo informazioni attraverso la verifica dei registri di uscita, indagini sui parenti rimasti in Cina e richieste al Paese di destinazione. I parenti sono stati costretti a contattare i credenti all’estero per convincerli a tornare in Cina. 

CAP LC afferma che il fatto che un richiedente sia riuscito a lasciare legalmente la Cina non implica che sia sfuggito all’attenzione delle autorità cinesi. Se tornano, dovranno affrontare nuovamente indagini, la detenzione o altre forme di persecuzione.

La dichiarazione conclude che “il semplice fatto che un richiedente abbia lasciato la Cina con documenti validi o abbia superato i controlli aeroportuali non è sufficiente a escludere persecuzioni passate o il rischio di persecuzioni future.” CAP LC esorta gli Stati democratici a respingere le obiezioni infondate e a riconoscere la gravità dei rischi affrontati dai membri della Chiesa di Dio Onnipotente. Afferma che concedere asilo a chi è riuscito a fuggire dalla Cina è essenziale per tutelare la dignità umana, la libertà di religione o di credo e i valori fondamentali su cui si fonda il Consiglio dei Diritti Umani.


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