BITTER WINTER

La Teosofia e le arti visive

by | Jan 26, 2026 | Italian, Documents and Translations

Tra tutte le organizzazioni spirituali e religiose, nessuna ha avuto un’influenza maggiore sull’arte moderna della Società Teosofica

Massimo Introvigne*

*Lezione tenuta a Palazzo Medici-Riccardi, Firenze, il 23 gennaio 2026, in occasione della mostra “Carlo Adolfo Schlatter. Artista dello spirito.” I link rimandano ad articoli tematici sulle relazioni di diversi artisti con la Teosofia.

Una litografia di Carlo Adolfo Schlatter.
Una litografia di Carlo Adolfo Schlatter.

In una giornata dedicata a Carlo Adolfo Schlatter (1873-1958) e alla Teosofia, devo premettere che Schlatter è l’unico artista teosofo di cui non parlerò in questa lezione, perché se ne occuperanno altri, che lo conoscono assai meglio di me. Inoltre, presenterò brevemente la Società Teosofica per chi forse ne ha una conoscenza solo approssimativa.

La Società Teosofica è fondata a New York nel 1875 dall’esoterista russa Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891) e dall’avvocato americano colonnello Henry Steel Olcott (1832-1907). Entrambi avevano avuto esperienze nello spiritismo. Nel 1878 portano la sede della Società ad Adyar, in India. In seguito, la Blavatsky si trasferisce a Londra, dove muore nel 1891.

Madame Blavatsky afferma di ricevere rivelazioni dai “Maestri”, i quali non sono spiriti, ma uomini tanto perfetti da aver completato il ciclo delle reincarnazioni, che decidono di rimanere nel mondo per aiutare gli altri. L’elenco comprende Morya, Koot Homi, Gesù e “Rakoczy”, cioè il conte di Saint-Germain (1710-1784), il misterioso esoterista del Settecento.

Se ne ricava una complessa cosmologia, fondata su sette piani di “discesa” o di materializzazione. Inserendosi nel movimento evolutivo dell’universo, l’uomo è chiamato a cooperare al processo inverso di “ascesa” o di spiritualizzazione, con l’aiuto dei Maestri.

La Società Teosofica, che sottolinea di non essere una religione, si propone di cooperare con questa “ascesa” attraverso diverse attività culturali e spirituali. Crea anche un ponte fra Oriente e Occidente, diffondendo le religioni orientali in Occidente e offrendo agli induisti e ai buddhisti in Asia una nuova consapevolezza delle rispettive religioni.

Nel 1895 William Quan Judge (1851-1896), uno dei fondatori della Società Teosofica che afferma di ricevere anche lui messaggi dai Maestri, rompe con il colonnello Olcott e porta con sé la maggioranza dei membri statunitensi in una branca separata.

Dopo la morte di Judge, molti membri americani (ma non tutti) seguono Katherine Tingley (1847-1929), che nel 1900 fonda la comunità teosofica di Lomaland a Point Loma, presso San Diego, in California. Questa branca americana oggi ha sede a Pasadena e la sede è stata purtroppo coinvolta nell’incendio del 2025.

Nel 1907 Olcott, che dichiara di seguire le istruzioni dei Maestri, nomina presidente della Società Annie Besant (1847-1933), un’ex femminista e libera pensatrice che in seguito avrà un ruolo cruciale nel preparare l’indipendenza dell’India. La Besant sceglie come suo principale collaboratore Charles Webster Leadbeater (1854-1934), un ex sacerdote anglicano che prende il controllo della Chiesa Cattolica Liberale, uno scisma anglicano, e ne fa la “Chiesa” della Teosofia. Leadbeater “riconosce” in un ragazzo indiano, Jiddu Krishnamurti (1895-1986), il futuro Maestro Mondiale.

La Società Teosofica conosce tre grandi crisi. Nel 1885, in un rapporto per la Society for Psychical Research, Richard Hodgson (1855-1905) sostiene che Madame Blavatsky produce, con mezzi fraudolenti, le lettere che afferma di ricevere dai Maestri. Nel 1906, Leadbeater è accusato di pedofilia. Queste accuse lo inseguiranno fino alla sua morte nel 1934. Nel 1929 Krishnamurti dichiara pubblicamente di rinunciare al suo ruolo di Maestro Mondiale. Continuerà il suo itinerario spirituale al di fuori della Società Teosofica.

Madame Blavatsky, ritratto di Florence Ada Fuller. Crediti.
Madame Blavatsky, ritratto di Florence Ada Fuller. Crediti.

Queste controversie causano vari scismi. Il più importante è guidato dal leader della Sezione Tedesca, Rudolf Steiner (1861-1925), che nel 1912-1913 fonda la Società Antroposofica, “scisma d’Occidente” della Teosofia il cui esoterismo si presenta come cristiano. La Società Teosofica sopravvive agli scismi e mantiene oggi oltre ventimila membri.

Solo pochi studiosi specializzati studiano la Teosofia nelle università fino al 1970. In quell’anno lo storico dell’arte Sixten Ringbom (1935-1992) pubblica uno studio pionieristico, “The Sounding Cosmos”, in cui afferma che la Teosofia ha avuto un’influenza decisiva su Kandinsky e sulla genesi dell’astrattismo moderno.

Ringbom è criticato per numerosi dettagli, ma dal suo libro prende avvio una serie di studi che mostra quanti artisti moderni si siano interessati alla Teosofia. Nel 1983, Linda Dalrymple Henderson pubblica la prima edizione della sua importante opera “The Fourth Dimension and Non-Euclidean Geometry in Modern Art”, in cui mostra come la Teosofia abbia contribuito a esplorare l’idea di una quarta dimensione collocata nello spazio – non nel tempo –, che ha avuto un’influenza decisiva sull’arte moderna.

 Due grandi esposizioni, “The Spiritual in Art” (Los Angeles 1986) e “Okkultismus und Avantgarde” (Frankfurt 1995), diffondono l’idea del collegamento tra Teosofia e arte moderna presso un pubblico più vasto. Nel 2013, il convegno “Enchanted Modernities: Theosophy and the Arts in the Modern World” all’Università di Amsterdam vede la presentazione di oltre cinquanta relazioni e la partecipazione di 250 studiosi, oltre a 2.000 collegati in streaming da tutto il mondo.

Si può parlare ormai di una vera e propria esplosione dell’interesse accademico per la Teosofia e per la questione di perché un movimento relativamente piccolo abbia avuto una così grande influenza sull’arte moderna.

Possiamo dire che la relazione fra la Società Teosofica e le arti visive passa attraverso tre stadi: didattico, simbolico e astratto

Si è affermato che i testi di Madame Blavatsky sulla geometria sacra e sul significato esoterico di certe forme (triangoli, cerchi) abbiano influenzato l’arte astratta. Non ci sono però prove che Madame Blavatsky s’interessasse alle avanguardie artistiche. Semmai, preferiva un’arte convenzionale capace d’illustrare le dottrine teosofiche. Il primo esempio di questo stile didattico è l’artista tedesco Hermann Schmiechen (1855-1895), che nel 1884 dipinge i ritratti di Madame Blavatsky e dei Maestri Koot Hoomi e Morya, su istruzioni di Madame Blavatsky e degli stessi Maestri. Il dipinto “La bella addormentata” di Schmiechen allude alla nota favola, interpretata esotericamente come allegoria del risveglio dell’anima.

Hermann Schmiechen, “La bella addormentata”.
Hermann Schmiechen, “La bella addormentata”.

Negli anni finali della sua vita, la Blavatsky stringe amicizia con il pittore inglese Reginald Willoughby Machell (1854-1927), che più tardi è incaricato di disegnare l’urna per le sue ceneri. Machell abbandona una promettente carriera di pittore accademico, passando a opere che illustrano la dottrina teosofica. Dopo la morte della Blavatsky si schiera con Judge e poi con Katherine Tingley. Emigra a Lomaland, dove vive per 27 anni ed è attivo nella gestione di una scuola di arte teosofica. Purtroppo, alcune opere sono andate perdute nell’incendio di Los Angeles del 2025.

A Lomaland, Machell emerge anche come uno dei migliori designer e intagliatori americani di sedie e pannelli in legno. L’arte didattica di Machell conosce il suo trionfo in “The Path”, dipinto probabilmente nel 1895, che diventa un’icona teosofica internazionale e mostra il progresso dell’iniziato nella prospettiva della Blavatsky. Nel 1919 Machell autorizza John James Kayll (1850-1934) a produrne una versione in vetro cattedrale per la loggia della Società Teosofica di Leeds, in onore dei caduti nella Prima guerra mondiale, tra cui c’è il figlio maggiore dell’artista.

Dopo la scelta didattica, Machell diventa un autore sconosciuto fuori dagli ambienti teosofici. Al contrario, Maurice Braun (1877-1941), che collabora con Machell a Lomaland e diventa un importante dirigente della branca teosofica della Tingley, produce un’arte che non “predica” la Teosofia e si afferma come uno dei maggiori impressionisti californiani.

Nei decenni successivi lo stile artistico didattico non scompare dal mondo teosofico, ma diventa marginale. Un esempio è il complesso del Blue Star Memorial Temple, costruito nel 1923 a Halcyon, presso San Luis Obispo, in California, dalla comunità del Tempio del Popolo, uno dei tanti piccoli scismi teosofici americani. Harold Forgostein (1905-1990), il quarto leader di questo gruppo, vi dipinge un ciclo sul leggendario capo indiano Hiawatha, che il Tempio considera un grande iniziato. Le opere di Forgostein mostrano come un’arte didattica teosofica sopravviva per tutto il secolo XX.

 Harold Forgostein, “La leggenda dell’uomo di pace”.
Harold Forgostein, “La leggenda dell’uomo di pace”.

Il simbolismo offre alla Teosofia la possibilità di un secondo stile artistico, con simboli teosofici espliciti ma accettabili dal grande pubblico. Già durante la vita della Blavatsky s’interessa alla Teosofia un grande pittore vittoriano, George Frederic Watts (1817-1904). È Watts a parlare della Teosofia al pittore preraffaellita Sir Edward Burne-Jones (1833-1898). Diversi preraffaelliti si erano del resto interessati allo spiritismo e all’occulto.

La seconda fase, simbolista, di un’“arte teosofica” emerge in Belgio intorno a Jean Delville (1867-1952), il quale fa parte del circolo che organizza le prime riunioni belghe della Società Teosofica. Nella cerchia teosofica di Delville si muovono vari artisti, fra cui il maggiore pittore belga del tempo, Fernand Khnopff (1858-1921). L’influenza dei simbolisti teosofi belgi si esercita in Francia soprattutto sul gruppo dei Nabis, il cui leader, Paul Sérusier (1864-1927), è membro della Società Teosofica. Ma anche Paul Gaguin (1848-1903) è un lettore de “La dottrina segreta” della Blavatsky. Gli artisti teosofi belgi collaborano pure con il poeta inglese Clifford Bax (1886-1962) e con gli altri membri inglesi della Sezione Artistica della Società Teosofica.

In Polonia, uno dei principali pittori simbolisti, Kazimierz Stabrowski (1869-1929), fonda la Società Teosofica di Varsavia, primo nucleo della Società Teosofica Polacca. Più tardi seguirà Steiner nella Società Antroposofica. Stabrowski dirige la Scuola di Belle Arti di Varsavia e invita i suoi allievi più dotati a partecipare a serate in cui parla di Teosofia, spiritismo e religioni orientali.

Tra questi allievi c’è Mikalojus Konstantinas Čiurlionis (1875-1911), il pittore e compositore lituano che morirà a 35 anni dopo aver contribuito ad avviare la transizione europea dal simbolismo all’astrattismo. Čiurlionis non fa parte della Società Teosofica ma partecipa alle serate teosofiche di Stabrowski e legge sistematicamente le opere di Camille Flammarion (1842-1925), astronomo francese e membro prominente della Società Teosofica.

In Lituania va menzionato anche Liudas Truikys (1904-1987), seguace clandestino della Teosofia, che era vietata in epoca sovietica, capace perfino di nascondere un altare dedicato ai Maestri in casa sua. Una figura decisiva per la storia artistica e politica dell’America centrale è il pittore spagnolo, naturalizzato costaricense, Tomás Povedano de Arcos (1847-1943), molto legato a Krishnamurti e fondatore della Società Teosofica in Costa Rica.

Tomás Povedano de Arcos, ritratti di Madame Blavatsky e di Krishnamurti.
Tomás Povedano de Arcos, ritratti di Madame Blavatsky e di Krishnamurti.

Il simbolismo di lingua francese subisce l’influenza di Édouard Schuré (1841-1929), autore de “I grandi iniziati” (1889), membro inquieto della Società Teosofica e più tardi collaboratore di Steiner. Ma considera cruciale il suo incontro con Schuré nella Parigi del primo Novecento anche Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944), il poeta italiano fondatore del Futurismo. Diversi futuristi italiani hanno contatti con la Società Teosofica. Fra questi, Giacomo Balla (1871-1958), i fratelli Ginanni Corradini, cioè Bruno Corra (1892-1976) e Arnaldo Ginna (1890-1982), e Umberto Boccioni (1882-1916). Il registro della Società Teosofica ad Adyar conserva prova dell’iscrizione di Ginna (“Corradini Arnaldo Ginanni”) alla loggia di Bologna il 19 febbraio 1913.

Boccioni è tra i pittori che riconoscono il loro debito verso il libro della Besant e di Leadbeater “Thought-Forms” (Le forme-pensiero, 1905). Boccioni afferma che, come emerge dai suoi due cicli “Stati d’animo”, egli parte dall’idea del libro che i pensieri e i sentimenti hanno forme e colori, che un occhio chiaroveggente può scorgere

Anche i suoni hanno forme e colori in “Thought-Forms”. L’idea della sinestesia, che unisce musica e pittura, non è nuova: ma il libro ispira diversi artisti, tra cui il futurista Luigi Russolo (1885-1947),

L’influenza della Teosofia sugli artisti italiani non si riduce al futurismo. A Livorno, il pittore belga Charles Doudelet (1861–1938) organizza nella sua villa riunioni teosofiche che influenzano molti artisti toscani del tempo. E Filippo De Pisis (1896-1956) è così immerso nella Teosofia che la sorella, teosofa anche lei, lo considera addirittura un Bodhisattva.

L’appartenenza alla Società Teosofica è decisiva in Boemia per l’inquietante Josef Váchal (1884–1969), noto per i suoi affreschi di angeli e demoni, così come lo sono le influenze teologiche in Slovacchia per László Mednyánszky (1852–1919), pittore nazionale anche se a lungo censurato per la sua franca celebrazione dell’omosessualità.

Leadbeater si trasferisce in Australia nel 1915 e fa di Sydney un centro teosofico d’importanza internazionale. Insieme a “Thought-Forms”, un libro che diventa popolare fra i Teosofi australiani è “New Science of Color” di Beatrice Irwin (1888-1956), una missionaria inglese della fede Bahá’í che s’interessa anche alla Teosofia

Due dei più importanti pittori australiani del Novecento, Roy De Maistre (pseud. di Leroy de Mestre,1894-1968) e Grace Cossington Smith (1892-1984), sono influenzati da Leadbeater e da Irwin e in particolare da “Thought-Forms”. De Maistre co-organizza a Sydney la controversa esposizione del 1919” Colour in Art”, e riesce perfino a brevettare e vendere una “Colour Harmonising Chart” fondata sulla corrispondenza fra colori, note musicali ed emozioni e ispirata da “Thought-Forms”.

Florence Ada Fuller (1867-1946), la maggiore pittrice australiana, ha un incontro misterioso e tragico con Leadbeater e la Teosofia. Membro entusiasta della Società Teosofica, Leadbeater la guida in una visione dei Maestri – solo il ritratto del Buddha è stato reso pubblico – che la scuote così profondamente da condurla a trascorrere gli ultimi vent’anni della sua vita in un ospedale psichiatrico.

Florence Ada Fuller, “Il Signore Buddha”.
Florence Ada Fuller, “Il Signore Buddha”.

Come ha notato la storica Tessel Bauduin, in realtà le forme di “Thought-Forms” non sono astratte, perché si presentano come rappresentazioni fedeli di pensieri ed emozioni. E certamente l’influenza del libro sull’astrattismo è stata talora esagerata. È vero, però, che la Teosofia ha svolto un ruolo di catalizzatore nel passaggio dal simbolismo all’astrattismo, come mostrano le esperienze di Čiurlionis e di alcuni futuristi.

Possiamo anche seguire il passaggio dal simbolismo all’astrattismo nella carriera del pittore ceco František Kupka (1871-1957), che s’interessa alla Teosofia e allo spiritismo e, in gioventù, lavora perfino come medium professionista.

Wassily Kandinsky (1866-1944) esplora la Teosofia per diversi anni e segue in Germania le conferenze di Steiner quando quest’ultimo fa ancora parte della Società Teosofica. Certamente la Teosofia non è la sua unica fonte d’ispirazione. I suoi stessi interessi per le spiritualità alternative e l’occultismo sono eclettici, e s’ispira pure al folklore russo e allo sciamanismo. La Teosofia ha però un ruolo nel passaggio di Kandinsky all’astrattismo (si veda il suo primo acquerello astratto, del 1910), e se ne trovano tracce nel suo influente manifesto “Lo spirituale nell’arte” (1912).

Il pittore olandese Piet Mondrian (1872-1944) si iscrive alla Società Teosofica nel 1909. Anche lui compie la transizione, tipica dei pittori teosofi, dal simbolismo all’astrattismo. Mondrian crea il “neoplasticismo”, una forma di astrattismo che nel 1922 descrive come “arte teosofica nel vero senso della parola”.

Solo di recente, grazie a esposizioni in diversi Paesi, Hilma af Klint (1862-1944) è stata riconosciuta come un’importante astrattista europea. Ha vissuto in una piccola città svedese e ha chiesto che i suoi dipinti non fossero esposti prima di vent’anni dalla sua morte. Hilma af Klint era una spiritista che affermava di dipingere sotto l’influenza degli spiriti. Ma aveva anche studiato Blavatsky. Ha incontrato Steiner nel 1908 e lo ha seguito quando ha fondato la Società Antroposofica.

Molti degli artisti simbolisti e astrattisti finlandesi, svedesi, norvegesi e islandesi sono stati influenzati dalla Teosofia, ma vale la pena di ricordare in particolare la finlandese Ilona Harima (1911-1986), stimata da Hilma af Klint, perché la Società Teosofica è stata il maggiore interesse culturale della sua vita, e lo svedese Iván Agueli (1869-1917), anarchico, musulmano sufi e membro della Società Teosofica, noto per aver convertito all’Islam l’esoterista René Guénon (1886-1951). Una recente riscoperta in Finlandia è quella di Aleksandra Ionowa (1899-1980), un’artista notevole ma dimenticata e membro appassionato della Società Teosofica (in un suo schizzo della visita di Annie Besant in Finlandia nel 1928 appare un Maestro che fluttua nell’aria sulla destra).

Alexandra Ionowa, “Annie Besant in Finlandia, 1928” (The Ionowa Foundation / Foto: GKM / Jukka Paavola).
Alexandra Ionowa, “Annie Besant in Finlandia, 1928” (The Ionowa Foundation / Foto: GKM / Jukka Paavola).

Ci concentriamo qui sulla Teosofia e il discorso sulle ulteriori influenze dell’Antroposofia ci porterebbe lontano. Questa influenza fu importante sull’architettura, ma non solo. Va almeno menzionato l’artista tedesco Joseph Beuys (1921-1986), che riconobbe esplicitamente il suo debito nei confronti di Steiner nonostante le critiche che questo gli attirò negli ambienti politici di sinistra che frequentava, dove l’Antroposofia non era popolare.

Lawren Harris (1885-1970), il più celebre pittore canadese del secolo XX, è un membro particolarmente attivo della Società Teosofica. Raduna intorno a sé nel Gruppo dei Sette e in altre iniziative artisti che o sono membri – James Edward Hervey MacDonald (1873-1932) e Arthur Lismer (1885-1969) – o sono comunque vicini alla Società Teosofica. Meno nota è l’influenza della Christian Science su questo circolo: Harris e altri hanno, nelle loro stesse famiglie, diversi membri di questa religione americana.

Nel 1927 Harris incontra Emily Carr (1871-1945) e usa la sua influenza per trasformare quest’artista semi-sconosciuta della Columbia Britannica in una celebrità internazionale. Harris cerca pure di convertire la Carr alla Teosofia. Sotto la guida di Harris, la pittrice inizia a studiare seriamente le dottrine teosofiche e se ne scorgono tracce in quadri come “Grey” (1930). Alla fine, però, Emily vuole restare cristiana. Nel 1934 ripudia la Teosofia e brucia perfino la sua copia di “La chiave della Teosofia” della Blavatsky. Ma rimane in amicizia con Harris.

Nel decennio del 1930 Harris conclude che una vera “arte teosofica” non può essere che astratta. Negli anni 1938-1940 vive nel New Mexico, dove fonda il Transcendental Painting Group con altri artisti teosofi, tra cui l’americano nato in Ungheria Emil Bisttram (1895-1976), Raymond Jonson (1891-1982) e l’astrologo e pittore francese Dane Rudhyar (pseud. di Daniel Chennevière, 1895-1985).

Bisttram è il primo a parlare di un “New Age”, un’epoca di felicità e di pace che deve venire. Realizza encaustici, di cui vieta la vendita finché rimane in vita, che sono più che opere d’arte e che considera “portali” per l’ingresso nella Nuova Epoca.

Due degli encaustici di Emil Bisttram.
Due degli encaustici di Emil Bisttram.

Georgia O’Keeffe (1887-1986), che aveva già incontrato la Teosofia tramite l’amicizia con l’architetto teosofo Claude Bragdon (1866-1946), autore importante per la nozione di quarta dimensione dello spazio, visita il Trascendental Painting Group e, più tardi, si trasferisce nel New Mexico. Tramite un’altra amicizia, con il romanziere Jean Toomer (1894-1967), O’Keeffe conosce anche le idee esoteriche di Pyotr Ouspensky (1878-1947) e di George Ivanovich Gurdjieff (1866-1949).

Diversi “trascendentalisti” del New Mexico, tra cui Bisttram e Jonson, sono seguaci del pittore russo Nicholas Roerich (1874-1947), un teosofo la cui moglie, Helena (1879-1955), afferma di ricevere messaggi dai Maestri. Ne nascerà un ulteriore scisma teosofico, l’Agni Yoga.

Bisttram aveva incontrato Roerich a New York nel cenacolo artistico creato da Eva Palmer Sikelianos (1874-1952), la moglie del poeta greco Angelos Sikelianos (1884-1951), come branca americana del Movimento Delfico fondato dai Sikelianos in Grecia, e soprannominato “l’Ashram”, dove si riunivano vari teosofi e dove la stessa Besant tenne conferenze. Il pittore messicano José Clemente Orozco (1883-1949) frequenta l’Ashram di New York e lì conosce la Teosofia. Con l’aiuto finanziario della Fondazione Guggenheim, Bisttram va in Messico a studiare presso il celebre Diego Rivera (1886-1957), egli stesso coinvolto nella complessa vicenda dei movimenti rosacroce messicani. L’attività di questi artisti s’inquadra pure nel progetto culturale di José Vasconcelos (1882-1959), ministro dell’Educazione in Messico negli anni 1920, che promuove la Teosofia come alternativa sia al cattolicesimo sia al materialismo e all’ateismo marxisti.

Tra gli altri artisti ibero-americani influenzati dalla Teosofia va almeno menzionato Xul Solar (pseud. di Oscar Agustín Alejandro Schulz Solari, 1887-1963), un argentino membro della cerchia dello scrittore Jorge Luis Borges (1899-1986). Gli appunti di Solar confermano il suo interesse per la Teosofia e l’Antroposofia, anche se i maggiori elementi esoterici nella sua opera derivano dalla sua amicizia degli anni 1920 con l’occultista inglese Aleister Crowley (1875-1947), che chiamò Solar “il miglior veggente che io abbia mai messo alla prova” e gli chiese di dipingere un ciclo ispirato al libro di divinazione cinese “I Ching”.

Xul Solar, “I pianeti e i loro reggenti”.
Xul Solar, “I pianeti e i loro reggenti”.

Jackson Pollock (1912-1956) è iniziato alla Teosofia al liceo dal suo professore di arte Frederic John de St. Vrain Schwankowsky (1885-1974), un membro della Società Teosofica e della Chiesa Cattolica Liberale, tramite il quale partecipa a un ritiro con Krishnamurti a Ojai, in California. Da adulto, Pollock perde il suo entusiasmo per Krishnamurti, ma più tardi tornerà a interessarsi di occultismo e Teosofia tramite l’amicizia con il pittore John Graham (1881-1961). La formula di Pollock, “espressionismo astratto”, è adottata da Harris e diventa popolare tra i pittori teosofi.

La Teosofia influenza l’arte moderna anche attraverso personalità che hanno come attività principale sostenere gli artisti e organizzare esposizioni. Una personalità importante di ambiente teosofico è Hilla Rebay (1890-1967), prima collaboratrice delle attività di mecenate e collezionista di Solomon Guggenheim (1861-1949). È la Rebay che persuade il magnate a collezionare arte astratta e ad affidare a Frank Lloyd Wright (1867-1959) – un architetto in relazione con Gurdjieff e Ouspensky – il progetto di quello che è oggi il Museo Guggenheim a New York. Non meno influente – né meno vicina all’ambiente teosofico – è Katherine Dreier (1877-1952). Mecenate e artista, attraverso la sua Société Anonyme, ha un ruolo cruciale nel far conoscere internazionalmente artisti legati al mondo teosofico, tra cui Kandinsky e Harris.

La Dreier ha un ruolo decisivo anche nel promuovere l’arte di Marcel Duchamp (1887-1968). Duchamp si dichiara ateo, ma conosce dottrine teosofiche tramite Ouspensky. Una parte importante della sua ricerca artistica – compresa l’opera fondamentale “Il Grande Vetro” – è incentrata sulla ricerca di una quarta dimensione nello spazio.

Abbiamo parlato più volte di “arte teosofica”, fra virgolette. Ma esiste davvero? O esistono solo artisti che hanno qualche contatto con la Società Teosofica? Forse la più articolata risposta di parte teosofica alla domanda si trova negli scritti di Lawren Harris. L’artista canadese sostiene che l’opera di Blavatsky rende possibile una nuova estetica in cui l’arte non deve più “predicare” una religione o una spiritualità, come faceva molta arte cristiana: né direttamente né tramite simboli.

Una vera “arte teosofica”, conclude Harris, deve piuttosto far risalire chi la osserva e l’artista a un piano superiore dell’essere tramite la bellezza. In teoria, diverse forme d’arte possono ottenere questo effetto. In pratica, in questo stadio dell’evoluzione umana, l’arte astratta è più efficace.

Il sociologo americano Howard S. Becker, come parte del suo importante contributo alla sociologia dell’arte, sostiene che l’arte è una costruzione sociale prodotta da “mondi dell’arte” in cui l’artista non è mai solo e l’opera è sempre coprodotta con altri attori sociali.

La Società Teosofica, con il suo particolare interesse per l’arte, emerge come uno di questi attori sociali e contribuisce alla produzione di uno o più specifici “mondi dell’arte”.


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